Neoplasie Endocrine Multiple (MEN)

Le neoplasie endocrine multiple (MEN) sono sindromi caratterizzate da iperfunzione di più ghiandole endocrine, nella maggior parte dei casi si trasmettono in modo autosomico dominante, con alta penetranza; ma ne esistono anche forme sporadiche.

La classificazione prevede la distinzione in due grandi gruppi: MEN di tipo 1 e MEN di tipo 2 e si basa sulle diverse manifestazioni cliniche, legate a loro volta al tipo di mutazione genetica che sta all’origine. Soltanto nel caso della MEN di tipo 2 è stato riscontrato un legame genotipo-fenotipo.

La prevalenza stimata nella popolazione generale è di 1 su 30.000 abitanti per la MEN di tipo 1 e di 2.5 su 100.000 abitanti per il tipo 2.

NEOPLASIA ENDOCRINA MULTIPLA DI TIPO 1

Si parla di MEN di tipo 1 quando sono presenti almeno due condizioni patologiche tra: tumori a carico delle paratiroidi, tumori dell’ipofisi anteriore e tumori delle isole pancreatiche.

In genere si manifesta nella quarta o quinta decade di vita. La clinica è variabile, dipende dalla localizzazione dei tumori e dalla loro eventuale secrezione ormonale.

L’iperparatiroidismo è la manifestazione più precoce ed è anche la più comune, 95% dei casi. Gli adenomi ipofisari sono presenti in circa il 30-40% dei pazienti e sono più spesso microadenomi. Analogamente ai casi sporadici, il tipo più frequente è il prolattinoma. I tumori neuroendocrini (NET) sono presenti in circa il 40-70% dei casi e la causa più frequente di malattia sintomatica è la sindrome di Zollinger-Ellison.

Il tempo di latenza tra la prima e la seconda manifestazione è di circa 9 anni quando la lesione ipofisaria è la prima a comparire; mentre è di 4-5 anni quando appaiono per primi l’iperparatiroidismo o i tumori neuroendocrini.

I pazienti affetti subiscono un aumento significativo del rischio di morte prematura, tale da giustificare una stretta sorveglianza del decorso di malattia. D’altra parte, l’attento follow-up prospetta una maggiore aspettativa di vita che paradossalmente, comporta un aumento di morbilità e mortalità cumulativa per tumori maligni associati a tale sindrome.

NEOPLASIA ENDOCRINA MULTIPLA DI TIPO 2

La MEN di tipo 2 è a sua volta suddivisa in tre sottogruppi. La MEN-2 di tipo A è la più frequente, 60% dei casi. In tutti i pazienti è presente il carcinoma midollare della tiroide (MTC) che di solito compare per primo. Esso si associa nel 40-50% dei casi a feocromocitoma (FCC) e nel 10-30% dei casi ad iperparatiroidismo.

La MEN-2 di tipo B si riscontra nel 5-10% dei casi. Il carcinoma midollare della tiroide si manifesta nei primi anni di vita, a volte nei primi mesi ed è più aggressivo di quello riscontrabile nelle altre forme di MEN-2. Successivamente si può evidenziare feocromocitoma. Un habitus marfanoide si verifica nell’80% dei casi e fin dai primi mesi di vita compaiono neurinomi del cavo orale. Non si associa ad iperparatiroidismo primitivo.

Il carcinoma midollare della tiroide familiare, 30% dei casi, è caratterizzato da quattro o più casi di carcinoma midollare della tiroide all’interno della stessa famiglia con bassissima penetranza di feocromocitoma o patologia paratiroidea. È oggi considerata una variante della MEN-2 di tipo A, ma l’età d’insorgenza del carcinoma è più elevata rispetto alle altre forme.

Meno conosciuta risulta al momento, la MEN di tipo 4 causata da una mutazione diversa da quella riscontrata nella MEN-1, ma con quadro clinico sovrapponibile ad essa.

La diagnosi di MEN può derivare da parametri clinici, dalla presenza di familiarità o dall’indagine genetica. Questa è indicata in caso di maggiore aggressività e di presentazione multicentrica e/o bilaterale delle neoplasie, in caso di familiarità, di precoce età di insorgenza, di elevata tendenza alla recidiva o quando sono presenti patologie frequenti nell’ambito delle sindromi. La terapia prevede il trattamento delle singole neoplasie riscontrate.

Specialisti

Dott. Andrea Camilletti
Dott. Andrea Camilletti

Specializzazione: Endocrinologia e Malattie osteo-metaboliche
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